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Parliamone

This song is by Enzo Jannacci and appears on the album Guarda La Fotografia (1991).

Va che è un bel fatto,
c’è in giro della brutta gente, sai,
che più che parlare, straparla
e non dice quasi niente mai.

Io se rinasco, rinasco ricco e senza casini,
alto quasi tre metri, un po’ bianco e un po’ nero
e non vendo neanche accendini.

Stupida storia che è questa nostra vita
E c’è chi non se la gioca neanche
Come una brutta partita.

Ma se mi toccasse parlare
A un ragazzo che soffre la prima volta d’amore
O a un caro amico che si sta spegnendo per via del cuore.

Giovani uomo,
lo so che non è facile,
la prima volta che si soffre d’amore
il dolore è terribile.
E le parole, madonne e le lacrime
Proprio non servono,
ti chiedo scusa ma sono tuo padre,
non sono mica un mobile.

E tu vorresti bruciare le calze, la faccia, le scarpe
Ma che brutto far finta, vederti soffrire,
mentre stai così male.
Ma se ho rispetto per questo tuo grande dolore
Che ti brucia dentro,
ho anche rispetto per la mia funzione di mobile.

Parliamone, parliamone, parliamone,
parliamone, parliamone,
parliamone

Questa volta davvero
Muoion le storie, specie se parlan d’amore, sai,
ma com’era bella, com’era dolce
la nostra vecchia canzone
ma tu non mi amavi e io,
che volevo buttarti giù dal balcone.

Tu, vecchio mio, lo so, ti sembra impossibile
E ci si scherzava, ma adesso
Non c’è più niente da ridere
Ma stringi ‘sta mano,
stringi almeno due dita,
chissà, magari qualcosa di me
passa nella tua vita.
No, gli occhi non chiuderli
Che ti vengon le rughe,
magari che mi scappa da piangere
dai, non far scherzi ma…
Sento che le tue dita
Mi rispondono “lasciami”,
perché è inutile insistere

Parliamone, parliamone, parliamone,
parliamone, parliamone,
parliamone

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